Aggressioni: Giovane ferito da colpi pistola a Jesolo, fermato terzo uomo

Nel pomeriggio di ieri i Carabinieri di San Donà e del Nucleo Investigativo di Venezia hanno dato esecuzione al provvedimento di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica di Venezia a carico di K.E 33 enne di origine albanese, operaio edile, con precedenti penali e di polizia per reati contro la persona e in materia di stupefacenti.

Il provvedimento urgente è stato emesso a seguito degli elementi probatori raccolti dagli investigatori che confermerebbero la partecipazione del K alle fasi esecutive del tentato omicidio di D.E., 25enne di origine albanese, tuttora ricoverato presso l’ospedale di San Donà di Piave.

In particolare l’indagato, secondo modalità ritenute premeditate, avrebbe messo a disposizione dei due connazionali fermati il 3 gennaio u.s. la propria abitazione di Eraclea, luogo in cui la vittima fu condotta, interrogata e ferita con un colpo di pistola alla gamba, poiché sospettata di aver sottratto una grossa partita di cocaina.

Dopo il fermo dei primi due cittadini albanesi, infatti, le indagini dei militari dell’Arma sono proseguite senza sosta con l’intento di ricostruire ogni dettaglio della vicenda e di raccogliere ulteriori elementi di prova sul delitto. Sono state visionate le immagini delle telecamere di videosorveglianza delle zone interessate, raccolte testimonianze ed eseguite ricerche presso le agenzie immobiliari operanti tra Jesolo ed Eraclea, nonché vari sopralluoghi per individuare l’abitazione in cui la vittima aveva dichiarato di essere stata ferita per la prima volta.   

La svolta investigativa, però, è giunta a seguito della perquisizione eseguita ieri mattina dai Carabinieri a casa di K.E. nella quale, dopo prolungate e minuziose ricerche, venivano repertati schiaccianti elementi probatori, a conferma che l’immobile era quello in cui è stato condotto e ferito il giovane albanese e, quindi, del pieno coinvolgimento dell’indagato.

I militari, stante le risultanze, hanno immediatamente informato il Pubblico Ministero che, considerati i pregnanti elementi raccolti e ritenuto sussistere il pericolo di fuga, ha emesso la misura pre-cautelare nei confronti del 33enne pregiudicato, condotto presso la caserma di San Donà di Piave e poi tradotto presso il carcere di Venezia in attesa della convalida da parte del GIP.

Ora le indagini si focalizzeranno sull’immobile, sottoposto a sequestro, che sarà oggetto di attività tecniche da parte dei Carabinieri del RIS di Parma