COVID, LICEALI CHIEDONO DI RIPETERE L’ANNO, INVANO: L’IRA DEL PRESIDE

Al Liceo delle scienze umane e scientifico “Regina Maria Adelaide” di Aosta si può chiedere di ripetere l’anno. O meglio si poteva. L’iniziativa è stata del preside Francesco Fazari e ha sollevato un coro di proteste.


Alla fine è stata revocata da lui stesso. La vicenda risale alla fine di maggio: “Due studenti – spiega – ci hanno comunicato di non voler andare nella classe successiva. Uno di terza e uno di quinta che a breve dovrà fare la Maturità. Il loro obiettivo era di rifare l’anno per poi proseguire con meno affanno nel percorso scolastico. Allora ci siamo chiesti cosa potevamo fare dato che l’ordinanza ministeriale non prevede questa possibilità. Ho pensato che la cosa migliore fosse di consentire alla famiglia, o direttamente al ragazzo nel caso sia maggiorenne, di chiedere al Consiglio di classe di non essere promosso. Attenzione, non era un obbligo ma una possibilità in più. La valutazione finale, ribadisco, sarebbe spettata comunque al Consiglio di classe. Essendoci l’obbligo della trasparenza negli atti della Pubblica amministrazione, ho deciso di fare una circolare per informare tutti gli studenti e tutte le famiglie.
La valutazione finale, sarebbe spettata comunque al Consiglio di classe, in completa autonomia”.
La circolare è stata inviata il 19 maggio, con un modulo allegato per l’eventuale domanda da depositare tra il 3 e l’8 giugno, prima degli scrutini. “A questo punto si è aperto un acceso dibattito – continua Fazari – e sono intervenuti anche i sindacati. Sono stati fraintesi i nostri buoni propositi. A me nessuno ha detto nulla, nessun genitore si è lamentato, nessuna comunicazione dal Ministero. Sono giunte solo le voci che in una città piccola come Aosta si diffondono velocemente. Qualcuno ha persino parlato di un “atto gravissimo che va contro l’ordinanza ministeriale”. Così, dopo pochi giorni, ho revocato la circolare”.
“In questo paese – conclude Fazari – non c’è la libertà di scegliere il proprio futuro. Mi chiedo se dal punto di vista costituzionale vale più la libertà individuale o un’ordinanza ministeriale?”

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