Cronaca del giorno più caldo della legislatura

Con l’inizio della conferenza dei capigruppo, prende il via al Senato la giornata cruciale che traccerà il cammino della crisi di governo. Il racconto della giornata, in tempo reale:

16,40: Berlusconi riunisce lo Stato Maggiore. In serata vedrà Salvini? 

Silvio Berlusconi valuta le prossime mosse dopo l’apertura di Salvini alla possibilità di costituire un’alleanza di centrodestra per le elezioni anticipate. L’ex premier ha visto i ‘big’ del partito in via del Plebiscito e in serata dovrebbe incontrare Matteo Salvini.

Il partito intanto si aspetta di capire quali garanzie – sia dal punto di vista della linea politica, sia sui collegi – possa offrire il vicepremier del Carroccio. Ma una parte degli azzurri, oltre a non fidarsi di Salvini, non esclude di aprire ad un confronto per la nascita di un governo di fine legislatura. Valutazioni in corso, quindi.

Questa mattina c’è stata una telefonata tra l’ex premier e Mara Carfagna in cui è emersa la preoccupazione per la situazione economica del Paese. Non è ancora stato fissato l’incontro tra Salvini e Meloni. “Io dico – spiega Ignazio La Russa – che il centrodestra può rinascere non su vecchi schemi ma su un’area sovranista. Vediamo…”

16,38: Fonti Pd, “grave non ci siano smentite della scissione renziana”

“È grave che nessuno di quella parte di minoranza renziana abbia ancora smentito la scissione annunciata oggi ai giornali e la nascita di un nuovo soggetto politico chiamato Azione Civile”. Lo dicono all’AGI fonti della maggioranza Pd.

16,25: Marcucci, “Il Pd non è spaccato”

Il Pd non è affatto spaccato. Ed è aperto a qualsiasi soluzione, una volta che si prospetteranno le possibili vie d’uscita alla crisi di governo. Lo ha detto il capogruppo dem al Senato, Andrea Marcucci, prima di entrare alla riunione della Conferenza dei capigruppo. “È in atto una forzatura inaudita di Salvini che pretende di dettare l’agenda della crisi”, osserva, scandendo che per il Pd “la priorità va data alle comunicazioni di Conte in Aula”. Poi, se “ci sarà la possibilità di fare un governo istituzionale, un governo balneare o un governo di scopo lo verificheremo, certamente non possiamo permettere che sia Salvini dal Viminale a gestire le elezioni”.

Detto questo, “oggi non ci sono reali ipotesi. Se nasceranno le verificheremo tenendo la barra dritta e avendo a cuore gli interessi del Paese”. Quanto al Pd, dopo la proposta di Renzi di non andare subito al voto, Marcucci osserva: “vengo ora da una riunione con Zingaretti e Gentiloni e non ho al percezione” di una divisione interna. Infine, quanto ai tempi dell’Aula, Marcucci ribadisce: “Convocarla domani sarebbe inaudito e impensabile, servono i tempi necessari e la priorità va data alle comunicazioni di Conte”. 

In precedenza Marcucci aveva detto che “l’obiettivo di oggi è quello di arrivare ad un nuovo governo, di che natura dovrà essere, lo vedremo in seguito”. A stretto giro, fonti della maggioranza Pd avevano fatto però sapere che quella di un nuovo governo “è un’idea personale di Marcucci”.

16,17: Al via la conferenza dei capigruppo

È iniziata al Senato la conferenza dei capigruppo. La riunione servirà a decidere i tempi di convocazione dell’Aula e su cosa sarà chiamata ad esprimersi l’Assemblea di palazzo Madama. Sul tavolo, infatti, ci sono sia la disponibilità data dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte di svolgere comunicazioni alle Camere, sia la mozione di sfiducia presentata dalla Lega nei confronti di Conte che la mozione del Pd di sfiducia al ministro Matteo Salvini.

Se non ci sarà unanimità in capigruppo, eventualità molto remota, sarà l’Aula a decidere il calendario dei lavori. Si è parlato in queste ore di un pressing della Lega e del centrodestra sulla presidente Elisabetta Casellati affinché l’Aula sia convocata già domani per decidere sull’eventuale stallo in capigruppo. Ma, fanno osservare altre fonti, servono i tempi tecnici per consentire a tutti i senatori di essere presenti.

Cosa è successo in mattinata?

Il capo politico M5s Luigi Di Maio si è riunito con i suoi parlamentari per fare il punto sulla crisi. A quanto si apprende, il vicepremier ha avuto parole durissime per il suo ormai ex alleato Salvini, definito un “traditore”, un “capitano che abbandona la nave nel momento del coraggio”. Secondo Di Maio, il ministro dell’Interno ha deciso di rompere, tra le varie ragioni, perché non sapeva come varare la flat tax e temeva un’imminente revoca della concessione ad Autostrade, dopo la tragedia del Ponte Morandi, alla quale stava lavorando il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli.

Matteo Salvini, da parte sua, ha rotto gli indugi e concesso un’intervista al Giornale nel quale ha aperto a un ritorno della vecchia formula del centrodestra, ovvero un’alleanza con Forza Italia e Fratelli d’Italia. Si tratta di un cambio di passo importante dopo il discorso di Pescara, nel quale il vicepremier leghista aveva ventilato l’ipotesi di una corsa in solitaria per poi cercare alleati dopo le elezioni.

Il Pd invece è ancora agitato dalle divisioni tra Matteo Renzi, che vuole un governo di scopo con M5s e magari pezzi di Forza Italia, e Nicola Zingaretti, che vuole andare subito al voto. Al momento Renzi controlla ancora la maggioranza dei gruppi parlamentari dem, in particolare al Senato. Di fatto a Zingaretti servono nuove elezioni per poter prendere il controllo del partito alle Camere.

Nel frattempo il capo dello Stato, Sergio Mattarella, oggi a Sant’Anna di Stazzema per commemorare l’eccidio compiutovi dai nazisti, attende di conoscere le scelte dei partiti.