Dopo 70 giorni liberato a Bangkok il calciatore rifugiato

Hakeem Al-Araibi, il calciatore rifugiato incarcerato a Bangkok per più di 70 giorni, è finalmente libero. Lo ha annunciato l’ex capitano della Nazionale australiana Craig Foster, l’uomo che in questi due mesi abbondanti ha guidato la battaglia per la libertà di Hakeem.

We understand that @prayutofficial Govt and court has ruled to release Hakeem. My thanks go to the wonderful people of Thailand for your support and to Thai Govt for upholding international law. My deepest gratitude. Also to everyone who stood for what’s right #Hakeemhome

— Craig Foster (@Craig_Foster)
11 febbraio 2019

“Abbiamo saputo che il governo e il tribunale thailandese hanno ordinato il rilascio di Hakeem” ha scritto su Twitter l’attivista australiano. Al-Araibi potrà ora fare ritorno in Australia, dove gode di protezione internazionale e gioca per il Pascoe Vale Fc.

La condanna in contumacia e l’arresto durante la luna di miele

Lo scorso 27 novembre Al-Araibi, 25 anni, era stato fermato all’aeroporto di Bangkok in Thailandia, dove intendeva trascorrere la luna di miele insieme alla moglie. Il Bahrein, paese d’origine del calciatore, aveva avanzato la richiesta di estradizione per poter eseguire la condanna a dieci anni di prigione inflittagli in contumacia nel 2014: Al-Araibi era stato accusato di aver incendiato una stazione di polizia a Manama, in Bahrein, durante le sommosse della Primavera araba. L’atleta si era però sempre difeso sostenendo la sua innocenza e denunciando una persecuzione nei suoi confronti. Motivo per cui chiese asilo in Australia, ottenendolo nel 2017.

Fin da subito il suo fermo era parso una violazione dei diritti umani, provocando la reazione di Amnesty International e istituzioni, compresa la Fifa. Molto partecipata anche la presa di posizione degli utenti della rete che hanno diffuso sui social network l’hashtag #SaveHakeem.