Il gelo tra Salvini e Di Maio durante la cerimonia per le vittime di Genova

È calato il gelo fra i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, di nuovo insieme a Genova per commemorare le vittime del Ponte Morandi, proprio come un anno fa erano al loro funerale. Seduti in prima fila, i due vicepremier non erano a fianco l’uno dell’altro. A ‘dividerli’ il sindaco di Genova, Marco Bucci. Ed era già comunque previsto dal protocollo che i due non fossero spalla a spalla: se ci fosse stato il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, avrebbe preso posto fra loro.

Giunti insieme un anno fa ai funerali delle vittime, Di Maio e Salvini furono accolti da uno scroscio di applausi. Oggi, ciascuno è concentrato sul proprio smartphone e non risulta che si siano parlati. In verità, racconta un attento osservatore, oggi nessuno ha parlato con nessuno. Poi rivela che c’è stato un breve scambio fra Salvini e il segretario del Pd, Nicola Zingaretti. Magari, solo un saluto. Anche al momento dello scambio della pace, viene riferito con una battuta, il sindaco Bucci avrebbe ‘salvato’ i due dall’imbarazzo e i vicepremier non si sarebbero nemmeno guardati.

Accolto da un lungo applauso invece il capo dello Stato, Sergio Mattarella, che ha partecipato alla cerimonia senza intervenire. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, si è intrattenuto a lungo con i parenti delle vittime e con gli operai che sette giorni su sette lavorano per ricostruire il nuovo ponte. Il premier appena giunto nel capannone davanti alla nuova pila nove del viadotto che deve essere costruito, ha stretto la mano a tutti i suoi ministri ed ha abbracciato la nonna di una delle vittime del ponte.

“Io saluto tutti, ognuno poi fa quel che vuole”, ha detto Matteo Salvini ai giornalisti, dopo la commemorazione delle vittime del ponte Morandi, ha incontrato il presidente della Liguria, Giovanni Toti.

In mattinata il leader del Carroccio aveva parlato ai microfoni di Rtl (“di Di Maio non riuscirò mai a parlare male, abbiamo lavorato bene e intensamente per tanti mesi, ma poi sono iniziati i no. Ma se in una coppia passi più tempo a litigare…”.) e rilasciata una intervista al Corriere della Sera. “Ritirare la sfiducia? Loro hanno detto solo dei no”, ha dichiarato il capo della Lega a proposito di quanto detto ieri dal capogruppo stellato Stefano Patuanelli, secondo il quale il taglio dei parlamentari è possibile solo se non viene votata la sfiducia. “Non siamo al mercato del pesce. Forse che loro – ribatte Salvini – hanno cancellato tutti i no degli ultimi mesi? Comunque, io ho preso tali e quali le parole di Di Maio di cinque giorni fa: diceva testuale che dopo il taglio delle Camere si poteva andare a elezioni. Ma se è dopo, significa che prima voti quello, e poi si apre la crisi”.