Il retroscena della cacciata di De Rossi raccontato da De Rossi

“Un anno che non ci parliamo, nessuno mi offre niente: dopo due ore e mezzo di colloquio per dirmi che mi cacci via arrivo a casa e mi chiami per dire che se penso a un contratto” (a gettone, 100 mila a presenza) al presidente va bene cosi’…”. Così Daniele De Rossi, in un audio finito sul web, racconta a un confidente il retroscena del colloquio avuto con l’ad della As Roma, Guido Fienga.

“La cosa del contratto a gettone a partita sapete come è andata: quando ho parlato con lui – spiega De Rossi – ho detto ‘io non vi avrei chiesto un euro. Dite che sono malato? Datemi 100 mila euro a presenza. Credete che non riesco a fare 10 partite? Se le faccio guadagno un milione, tanto è quello che volevate offrirmi, su per giù…Se ne faccio trenta mi date 3 milioni. Volete fare cosi’? Avete la possibilità di non farmi mai giocare e avermi gratis…. Ho fatto una battuta così – aggiunge – a quel punto Fienga mi ha detto ‘era quello che pensavo di offrirti, 100 mila euro più un bonus fisso’, e io ‘pensa che il bonus manco lo volevo…”. E’ nata e morta nel momento in cui facevamo questo discorso e mi stava dicendo che non mi tenevano”.

“Arrivo a casa – l’epilogo del racconto – mi chiama e dice ‘ho sentito il presidente, dice che se è così va bene’. Ma come: e’ un anno che non ci parliamo! Dopo due ore e mezzo di colloquio per dirmi che non mi rinnovano il contratto, che mi dici che mi cacci via e poi, dopo 40 minuti mi chiami per dire ‘Allora se vuoi fare il contratto, fattelo’ roba da… Oggi escono fuori anche quelli che non gli frega niente di me e della Roma per attaccare il presidente, ci vanno a nozze. Così ti fai veramente del male”.