In cosa consiste l’idea del governo di dare terreni agricoli a chi fa figli 

La misura che ha fatto più discutere dell’ultima bozza della manovra di governo è la concessione di terreni agricoli per favorire le nascite. Di fatto la più curiosa novità rispetto alle bozze precedenti. L’obiettivo dichiarato del governo è favorire la crescita demografica promettendo la concessione, per un periodo non inferiore a 20 anni, di terreni agricoli e terre abbandonate o incolte ai nuclei familiari con un terzo figlio nato negli anni 2019, 2020 e 2021.

Non solo. Beneficiari del provvedimento stanno anche le società costituite da giovani imprenditori agricoli che riservano una quota societaria ai nuclei familiari oggetto del provvedimento, con una quota pari o superiore al 30 per cento.

Parliamo di circa 3 milioni di ettari di terreni 

Oltre a questo tentativo di stimolare le nascite ripopolando le campagne, alle famiglie che accetteranno di beneficiare della norma sarà concesso inoltre, a richiesta, un mutuo fino a 200.000 euro per la durata di 20 anni, a un tasso pari a zero, per l’acquisto della prima casa in prossimità del terreno assegnato.  Il demanio pubblico, scrive Libero, “ha in pancia qualcosa come 3 milioni di ettari di terreni, di cui però solo circa mezzo milione utilizzabili per l’ agricoltura. L’ idea è di proporre ai giovani nuclei familiari – che abbiano intenzione di mettere al mondo almeno tre pargoli”.

Il quotidiano di Vittorio Feltri è tra i pochi a sbilanciarsi in commenti positivi della misura, e ricorda che “nel 1970 – secondo Eurostat – nascevano in Italia 901.472 bimbi. Oggi siamo pericolosamente vicini al record negativo europeo. Se in Francia – mediamente – nascono 1,92 bambini per donna fertile, da noi non arriviamo a 1,34. Ben lontani dal tasso di sostituzione che ci eviterà l’ estinzione. Ebbene consapevoli di questo rischio, al governo qualcuno ha pensato bene di favorire la crescita demografica risolvendo anche lo spopolamento delle campagne”.

La metà sarà oggetto del provvedimento

Il ripopolamento delle campagne è un obiettivo piuttosto ambizioso, in controtendenza rispetto a quello che è successo negli ultimi 50 anni, con il progressivo svuotamento delle campagne a vantaggio delle città. Per farlo, aggiunge Avvenire, “andrà destinato il 50% dei terreni agricoli e a vocazione agricola di proprietà dello Stato non utilizzabili per altra finalità e il 50% delle aree abbandonate o incolte del Mezzogiorno”. Quindi, prosegue il quotidiano dei vescovi, oltre ai terreni dello Stato, saranno assegnati gratuitamente la metà di quelli abbandonati di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia per i quali nel 2017 era partita una sperimentazione della valorizzazione, che comprendeva le aree agricole inattive da almeno 10 anni, i terreni di rimboschimento in cui non si erano registrati interventi negli ultimi 15 anni e anche le aree industriali, artigianali e turistico-ricettive abbandonate da almeno 15 anni.

Ma questa misura non si limita alle concessioni di terreni e mutui agevolati. Presso il ministero delle Politiche agricole è prevista anche la creazione di un fondo di 5 milioni per il 2019 e di 15 milioni per il 2020 al fine di sostenere i mutui a tasso zero per la prima casa che abbiano una durata di 20 anni. Per quanto riguarda ancora la famiglia, la manovra prevede l’assegnazione dal 2019 al Fondo per la famiglia di 100 milioni di euro, 20 dei quali dedicati al rafforzamento dei consultori.

Va detto che al momento si tratta ancora di una bozza, anche se la definitiva, parte della legge di bilancio che è composta da 115 articoli. Il testo, completo per quanto riguarda il governo, dovrà essere ora discusso in Parlamento, dove prenderà la sua forma definitiva.