La crisi di governo vista dagli analisti finanziari

Un governo Pd-M5s potrebbe risultare gradito agli investitori ma non è un’opzione su cui gli analisti di mercato sono pronti a scommettere. Goldman Sachs molto semplicemente non lo considera “lo scenario base” e continua a ritenere “più probabile” il ricorso alle urne. Oxford economics è leggermente più ottimista su un successo delle trattative in corso tra le due formazioni politiche ma non manca di rilevare che un eventuale esecutivo giallo-rosso potrebbe “avere vita breve, limitata all’approvazione della legge di Bilancio per il 2020, prima che nuove elezioni vengano convocate l’anno prossimo”.

Anche per Rabobank i mercati si sentirebbero rassicurati da un eventuale arrivo del Pd nelle stanze del potere. Ma per stringere un patto con il Nazareno, argomenta l’istituto olandese in una nota agli investitori, i Cinque Stelle dovrebbero dimenticare di essere stati “creati proprio come specifico rifiuto a tutto ciò che il Pd rappresenta”.

Per gli analisti delle case d’investimento, alla fine, il vincente potrebbe risultare il terzo incomodo, Matteo Salvini, il cui passo indietro oggi potrebbe rivelarsi fruttuoso in futuro. Per Oxford Economics, i programmi di Pd e M5s “sono lontanissimi su alcuni punti chiave” e “la questione principale è quanto potrebbe durare un esecutivo di questo tipo”. Per i due partiti, aggiunge il report, c’è “il pericolo di venir puniti dai loro elettori nel caso di nuove elezioni, spianando la strada a un grande vittoria della Lega”.

Insomma, incalza Rabobank, “cosa può impedire che Salvini non si assicuri il potere nel breve termine? Se il Pd e i Cinque stelle non dovessero trovare un terreno comune d’intesa”, affermano gli analisti dell’istituto olandese, “a Salvini potrebbe essere chiesto di tornare al governo con un mandato ancora più forte o, in alternativa, si dovrebbe ricorrere alle elezioni con i sondaggi che lo danno nettamente in testa”.

Per il momento, comunque, l’apertura della crisi non ha prodotto squilibri sul mercati e la pressione sui titoli di Stato dei Paesi periferici dell’Eurozona rimane limitata “soprattutto grazie al sostegno della Bce”, rimarca un report di Amundi. Il generalizzato calo dei rendimenti obbligazionari su tutte le curve, inoltre, prevede la società di asset management controllata da Credit Agricole, manterrà alto l’interesse degli investitori sui Btp italiani, “limitando nel breve periodo la pressione al rialzo sui tassi”.