La crisi in Arabia Saudita influirà sul pieno dell’auto? Cosa dobbiamo aspettarci

I bombardamenti al cuore del petrolio saudita di sabato scorso avranno delle conseguenze che pagheremo anche noi. In che misura non è ancora chiaro ma il Codacons stima una spesa di 320 euro in più a famiglia a fine anno. Il blitz a due importanti stabilimenti petroliferi in Arabia Saudita appartenenti ad Aramco, l’azienda statale saudita di idrocarburi, rappresenta per il Wall Street Journal “un colpo che probabilmente nessun fornitore globale di petrolio ha subìto dai tempi della prima guerra del Golfo”.

Il grave attacco con i droni – rivendicato dai ribelli yemeniti Houthi – ha, infatti, dimezzato la capacità produttiva di Aramco, che ora lotta contro il tempo per riportare a regime la produzione petrolifera. Il rischio secondo gli esperti è quello di grandi scossoni ai mercati energetici globali.

Lunedì mattina, all’apertura dei mercati, è stato registrato il più grande aumento nel corso di una sola giornata del prezzo del petrolio, che è salito a 71 dollari al barile. Ma cosa dobbiamo aspettarci? Quanto incideranno i blitz sul prezzo del pieno?

Ipotizzando che le quotazioni del greggio salgano ancora e “schizzino a 80 dollari al barile, l’incremento stimato sui prezzi alla pompa sarà di circa 10 cent al litro”, ha spiegato il Codacons all’Agi.  “Il costo per un pieno ad un’auto di media cilindrata crescerebbe di circa 5 euro rispetto ad oggi, determinando, solo per costi diretti da rifornimento, una maggiore spesa da +120 euro a famiglia”.

Occorre però tenere conto degli effetti del caro-petrolio anche sui prezzi al dettaglio, “considerato che in Italia l’86,5% dei prodotti viaggia su gomma, e che il costo dei carburanti incide fino allo 0,5% sui prezzi dei prodotti trasportati su gomma”. L’incremento generalizzato dei listini potrebbe quindi determinare “un aggravio pari a circa 200 euro annui a famiglia per l’acquisto di beni trasportati, portando la stangata complessiva a quota +320 euro annui a famiglia”.

Va inoltre considerato, osserva ancora il Codacons, “che le variazioni al rialzo delle quotazioni petrolifere vengono scaricate in modo quasi diretto sui prezzi alla pompa, ma ciò non avviene quando le stesse quotazioni diminuiscono”.

Questo significa che, in caso di impennate del petrolio, i listini di benzina e gasolio “aumenteranno in modo pressoché immediato con effetti a cascata sull’economia e sui conti delle famiglie. Ma quando le stesse quotazioni caleranno, la ridiscesa dei prezzi dei carburanti sarà più lenta, prolungando di fatto le conseguenze negative in termini di maggiore spesa per le famiglie”.

Infine, un prolungato incremento delle quotazioni, conclude il Codacons, “avrà ripercussioni anche sulle bollette di luce e gas, che come noto nel mercato tutelato vengono fissate trimestralmente dall’Autorità per l’energia. Tuttavia, non è possibile al momento prevedere le ricadute della situazione petrolio sulle bollette energetiche”.