La Namibia ha respinto l’offerta di risarcimento della Germania

AGI – Il presidente della Namibia, Hage Geingob, ha formalmente respinto l’offerta di risarcimento della Germania per i massacri di massa delle tribù Herero e Nama, in quello che viene considerato il primo genocidio del XX secolo.

“L’attuale offerta di riparazione avanzata dal governo tedesco rimane una questione in sospeso e non è accettabile per il governo namibiano”, ha twittato Geingob al termine dell’ottavo round di colloqui, svolto a Windhoek con l’inviato speciale di Berlino, l’Ambasciatore Zed Ngavirue.

Serrati negoziati sul Genocidio, Scuse e Riparazioni (GAR) – questa la dicitura delle trattative diplomatiche – sono in corso tra Namibia e Germania dal 2015, ma il raggiungimento di un accordo finanziario appare ancora lontano. Nelle sue dichiarazioni ai media e sui social, in merito all’offerta di Berlino il presidente namibiano non ha fatto alcun riferimento all’importo proposto dalla controparte.

Problematica anche la definizione stessa di quanto accaduto in Namibia tra il 1904 e il 1908, quando in risposta ad una rivolta anti-coloniale contro i sequestri di terre da parte dei coloni, i soldati tedeschi massacrarono circa 65 mila Herero e 10 mila Nama.

Una campagna di sterminio di massa nella quale hanno perso la vita il 75% della popolazione Herero e metà di quella Nama, già definita da Onu e storici il primo genocidio del secolo scorso.

“Sebbene il governo namibiano abbia accettato di negoziare la questione del risarcimento (riparazioni), che il governo tedesco ha costantemente definito “guarigione delle ferite”, la Germania ha rifiutato di accettare il termine “riparazioni”, ha riferito Geingob.

“La diplomazia riguarda il compromesso e mi congratulo con l’ambasciatore Ngavirue sui progressi riguardanti il compito assegnatogli. Restiamo risoluti nel portare a termine questa missione chiave”, ha concluso il presidente namibiano, assicurando che le trattative continuano. Nel settembre 2019, durante una visita a Windhoek, per la prima volta un esponente di governo tedesco, il ministro dello Sviluppo Gerd Mueller, aveva descritto il massacro delle tribù di Herero e Nama come “genocidio”, ribadendo la storica responsabilità della Germania in Namibia.