L’annuncio dell’Iss: l’indice Rt è tornato sotto l’1

AGI – Lieve diminuzione dell’incidenza, ricoveri in calo, indice Rt che torna sotto l’1 (0,97) e frena dopo cinque settimane consecutive di crescita. Il report di monitoraggio di ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità, relativo alla settimana 11-17 gennaio, fotografa un’Italia in miglioramento rispetto all’ultimo mese, caratterizzato dalla recrudescenza dei casi post-Natale.

Si osserva in particolare “una lieve diminuzione dell’incidenza a livello nazionale negli ultimi 14 gg“, con 339,24 casi per 100.000 abitanti nel periodo 4-17 gennaio contro i 368 per 100.000 dei 14 giorni precedenti.

“Sebbene – si legge nel documento – questa settimana il dato di incidenza settimanale non sia pienamente confrontabile con la settimana scorsa (estensione dal 15/1/2021 della definizione di caso a test antigenici rapidi secondo i criteri definiti nella circolare del’8 gennaio 2021), il fatto che sia in diminuzione anche tenendo conto dei casi diagnosticati anche con test rapido antigenico è un segno di miglioramento epidemiologico”.

Inoltre “si osserva una diminuzione nel numero di casi non riconducibili a catene di trasmissione note (33.339 vs 39.970 la settimana precedente) e rimane stabile la percentuale dei casi rilevati attraverso attività di tracciamento dei contatti (28,7% vs 28,5%). Rimane stabile, anche, la percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (31,5% vs 31,4% la settimana precedente)”.

Segnali incoraggianti anche dai ricoveri, sebbene ancora 12 Regioni, come la scorsa settimana, abbiano tassi di occupazione superiori alle soglie critiche. “Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale – sottolinea il report – è sceso sotto la soglia critica (30%). Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in diminuzione da 2.636 (12/01/2021) a 2.487 (19/01/2021); il numero di persone ricoverate in aree mediche e’ anche in diminuzione, passando da 23.712 (12/01/2021) a 22.699 (19/01/2021).

Tale tendenza a livello nazionale – avvertono gli esperti – sottende forti variazioni inter-regionali con alcune regioni dove il numero assoluto dei ricoverati in area critica ed il relativo impatto, uniti all’incidenza impongono comunque misure restrittive”.

Tuttavia, pur calando il rischio di trasmissione incontrollata e non gestibile, “l’epidemia resta in una fase delicata ed un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane e’ possibile, qualora non venissero mantenute rigorosamente misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale”.

Il quadro non dovrebbe tradursi in grandi scossoni sul piano delle collocazioni delle Regioni nelle tre fasce di rischio: le 4 regioni a rischio alto sono Provincia di Bolzano (Rt 1,03), Sardegna (Rt 0,95), Sicilia (rischio alto con molteplici allerte di resilienza e Rt a 1,27) e Umbria (Rt 1,05). Visto che con l’ultimo dpcm si è fissata come soglia per passare in arancione proprio il livello di rischio alto, anche con Rt sotto l’1, la Sardegna, unica nell’elenco ad essere ancora in zona gialla, potrebbe essere spostata in fascia arancione.

Altre Regioni avrebbero al contrario i requisiti per scendere di colore, a partire dalla Lombardia che ha un Rt di 0,82 e una classificazione del rischio moderata (oggi è in fascia rossa), o il Lazio, passato in arancione per la prima volta la scorsa settimana e già con un Rt sotto 1 (0,94) e una classificazione di rischio “Moderata ad alto rischio di progressione a rischio alto”.

In questi casi, essendo il grosso delle Regioni finite nelle fasce attuali la scorsa settimana, servirà aspettare almeno fino a venerdi’ prossimo, visto che devono passare almeno 14 giorni per decidere la “promozione” di una regione in un colore meno acceso. A rischio moderato sono 11 Regioni: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, che come detto però ha un alto rischio di peggioramento, proprio come Marche, Molise, Trento e Val d’Aosta, e poi Lombardia, Piemonte, Puglia e Veneto. Proprio il Veneto, in zona arancione da oltre le due settimane canoniche, con un livello di rischio moderato e un Rt di 0,81, potrebbe ambire alla zona gialla.