Le violenze all’aeroporto di Hong Kong non si fermano 

Per il secondo giorno consecutivo i manifestanti per la democrazia hanno occupato l’aeroporto internazionale di Hong Kong causando il caos nei voli. E per la prima volta in cinque giorni la polizia è entrata nello scalo. Gli agenti in assetto antisommossa si sono scontrati con i dimostranti usando spray al peperoncino e hanno arrestato quattro persone, ma hanno poi deciso di ritirarsi. In precedenza, le autorità avevano annullato tutti i voli in partenza.

La Cnn ha diffuso un video che mostra un poliziotto che, dopo essere stato accerchiato e aggredito da un gruppo di giovani che gli sottraggono il manganello, apparentemente punta contro di loro la pistola senza sparare, prima di essere soccorso da alcuni colleghi.

Immagini che rendono l’idea della tensione altissima nell’ex colonia britannica, mentre la leader Carrie Lam avverte che le proteste violente stanno guidando Hong Kong lungo un “percorso di non ritorno che la farà precipitare in una situazione molto preoccupante e pericolosa”.

Lam, quasi in lacrime, ha lanciato l’ennesimo appello alla calma. “Prendetevi un minuto per pensare, guardate la nostra città, la nostra casa, volete davvero vederla spinta in un abisso?”, ha chiesto, rifiutandosi ancora una volta di fare concessioni ai manifestanti. Ma i sondaggi sono impietosi contro la leader: la sua popolarità è scivolata ai minimi storici, su una scala dal 0 a 100, si ferma a 27,9, inferiore anche all’ultimo governatore britannico, Chris Patten. Solo il 20,4% degli intervistati voterebbe Lam in caso di elezioni, contro il 71,6% che alla domanda ha risposto “no”.

Intanto l’Alto commissariato dell’Onu per i diritti umani ha chiesto un’indagine indipendente sull’uso della forza contro i manifestanti. “Ci sono prove che indicano che le azioni della polizia non sono in linea con gli standard internazionali, per esempio, si sono visti agenti lanciare gas lacrimogeni direttamente sui manifestanti, sulla folla e nelle aree chiuse, con gravi rischi di provocare feriti o morti”, ha detto un portavoce, assicurando che l’Alto commissario per i diritti umani, Michelle Bachelet, è preoccupata dall’escalation di violenza degli ultimi giorni e allo stesso tempo, “condanna ogni forma di violenza e distruzione di proprietà e chiede a tutti i partecipanti alle proteste di manifestare pacificamente”.

L’Unione europea ha lanciato un appello alla “moderazione” alle due parti, mentre il presidente Usa, Donald Trump, ha auspicato che “nessuno resti ucciso”, ma ha anche lanciato un monito alla calma dando la notizia che “la Cina sta spostando truppe al confine” con la ex colonia britannica.