L’ortopedico: “Ecco le cause dell’aumento della rottura del crociato tra i calciatori”

Quella del legamento crociato anteriore è una delle lesioni più diffuse tra i calciatori e “rientra tra i tre traumi più frequenti, insieme a distorsioni di caviglia e lesioni muscolari dei flessori”. Così all’AGI il dott. Pietro Monachino, ortopedico e medico dello sport, professionista noto nel mondo agonistico ed esperto di traumi di piede, caviglia e ginocchio. “L’aumento dell’incidenza della rottura del legamento – spiega il medico impegnato anche con squadre professionistiche (due anni fa al Benevento) – è sicuramente legata ad un “calcio estremamente dinamico”, in cui si gioca con maggiore intensità, e, se si pensa alle formazioni di massima serie, al fatto che tra campionato coppa, coppe nazionali ed europee e squadre nazionali gli atleti devono giocare più partite che in passato.

I calciatori “si allenano meno e si riposano meno rispetto a quanto dovrebbero e questo aumenta il rischio di infortunio“. Certamente per la sua gravità la lesione del legamento crociato anteriore è tra quelle che vengono maggiormente “enfatizzate” rispetto a quelle muscolari, anche per i tempi di recupero più lunghi. Tra le concause della rottura del crociato anteriore non ci sono pero’ solo l’intensità del gioco, che ha trasformato i calciatori in “atleti veri e propri”, e il numero di gare. “A volte – aggiunge – c’è anche lo stato non perfetto dei terreni di gioco”. E pesa l’avvento di alcune superfici per l’allenamento, come il sintetico, che lasciano al ginocchio “meno spazio di scivolamento”.

La lesione del crociato avviene per una combinazione di fattori, con una valgo-rotazione interna del ginocchio. A influire possono essere perfino i materiali degli scarpini. Quelli di ultima generazione sono “molto più stabilizzanti per migliorare la performance in velocità, però il piede ha un maggior vincolo con il terreno”. In quel caso “la rotazione del corpo viene meno ammortizzata ed è più facile che la forza cinetica venga scaricata sul legamento”.

 Per quanto riguarda l’infortunio di Nicolò Zaniolo, “la mia impressione dalla televisione è che non sia legata a un movimento anomalo dovuto al campo”, dice Monachino. Anche se certamente il fattore terreno di gioco puo’ in linea generale essere una delle concause, per un’eventuale irregolarità del manto erboso. L’incidente al centrocampista offensivo giallorosso ha alimentato anche una polemica sulla frequenza di simili infortuni. Zaniolo sarebbe il 15esimo calciatore della Roma a subire dal 2015 la rottura di un legamento crociato

 “Non credo che ci sia una componente legamento crociato-Roma”, dice l’esperto, considerando che anche atleti di altri club si fermano per lo stesso infortunio. “È sempre molto difficile dare dall’esterno un giudizio se gli infortuni colpiscono in misura maggiore una squadra”. Certamente “la Roma come i grossi club durante l’estate ha lavorato tantissimo, hanno fatto tournee, amichevoli”. Se il numero di partite, amichevoli, o incontri ufficiali aumenta, sale anche il rischio di infortuni. “Si era ipotizzato, ne ho letto, una preparazione atletica esasperata per il concetto di forza, ma è un giudizio difficile da dare dall’esterno. Quando le cose vanno male poi si fa a caccia di tutto”.