Malta nel caos. I manifestanti assediano il Parlamento

Nonostante il coinvolgimento di esponenti del suo governo nell’inchiesta sull’omicidio di Daphne Caruana Galizia, il primo ministro maltese, Joseph Muscat, non cede alle pressioni della piazza per dimissioni immediate. I manifestanti che chiedono le dimissioni del premier maltese, Joseph Muscat, stanno impedendo ai deputati di lasciare il Parlamento. Una delle uscite è stata bloccata, intrappolando i parlamentari dietro le barricate tra Freedom Square e Ordnance Street. La famiglia della giornalista d’inchiesta uccisa presenta intanto un esposto in cui chiede un’indagine sul premier.

“Non ho negoziato con l’intermediario”

Muscat ha pronunciato il suo ultimo discorso in Parlamento e ha ribadito di aver mantenuto la promessa di consegnare alla giustizia i responsabili dell’omicidio della giornalista. “Quando Daphne Caruana Galizia è stata uccisa, ho promesso di fare tutto il possibile fino a quando tutti coloro che l’hanno uccisa non sono saranno assicurati alla giustizia”, ha dichiarato Muscat. Ha aggiunto che qualcuno è stato portato davanti al tribunale come presunta mente dietro l’omicidio e ha dichiarato di aver mantenuto la sua promessa di venire in Parlamento. Il premier, parlando davanti ai banchi vuoti dell’opposizione, ha descritto l’Fbi come estremamente cruciale nelle indagini.

“Non ho negoziato con l’intermediario”, ha assicurato Muscat spiegando poi che sono stati l’Autorità giudiziaria e la polizia a negoziare con la persona arrestata l’immunità in cambio delle informazioni sul mandante dell’omicidio. “I presunti avvocati dell’intermediario volevano che gli fosse concesso un perdono prima di fornire le informazioni. Mi sono rifiutato anche su consiglio del capo della polizia e dell’Autorita’ giudiziaria. Invece – ha detto – ho firmato una lettera con il capo della polizia e il giudice in cui avrei proposto il perdono dopo la sua collaborazione”. “Ho la piena responsabilità di questa decisione. Gli investigatori hanno analizzato le informazioni e sono state chiarite con la persona interessata. Sono stato poi informato dal giudice e dal capo della polizia che c’erano prove sufficienti per essere confermate”, ha affermato. 

Nella denuncia, il marito di Caruana Galizia, Peter, e i loro tre figli, hanno invitato Muscat a desistere da qualsiasi ulteriore coinvolgimento nelle indagini sull’assassinio, che hanno coinvolto l’ex braccio destro di Muscat, l’ex capo di gabinetto Keith Schembri, accusato dall’imprenditore Yorgen Fenech di essere il mandante del delitto. Titolare del fondo segreto 17 Black, sul quale Caruana indagava, Fenech è stato incriminato per “complicità” nell’assassinio della reporter, che investigava sui legami tra criminalità e politica e fu uccisa da un’autobomba nel 2017.

Muscat ha dichiarato che si “limiterà” all’amministrazione ordinaria del governo, dopo l’annuncio delle sue dimissioni fissate per il 12 gennaio. In una breve dichiarazione alla stampa, davanti alla sede del governo a La Valletta, Muscat ha spiegato che un nuovo primo ministro, a partire dal mese prossimo, sarà in grado di prendere le importanti decisioni di cui necessita il paese.

Piazza della Libertà, antistante al Parlamento maltese, è stata chiusa con barricate dalla polizia per impedire l’accesso ai manifestanti che chiedono le dimissioni di Muscat. Le autorità hanno allestito un labirinto di barricate d’acciaio nella piazza di fronte al Parlamento, limitando considerevolmente l’area che gli attivisti della società civile sono in grado di occupare. La polizia ha anche chiesto ad alcuni proprietari di negozi nella zona di chiudere presto per limitare la circolazione. Nella capitale maltese è attesa una delegazione del Parlamento europeo il 3 e il 4 dicembre per una missione conoscitiva. I deputati europei, uno per ciascun gruppo politico, incontreranno esponenti della società civile, il governo e le autorità maltesi e la famiglia Galizia. 

La sorella di Daphne: “la gente è arrabbiata”

“Negli ultimi dieci giorni abbiamo visto scene che non abbiamo visto in molti anni. Una in particolare non ho mai visto prima: il Premier circondato dalla folla, fuori dal Parlamento, che grida ‘Mafia! Assassini’, e gli lancia uova e monetine. Questa è una scena che non ho mai e poi mai visto prima. Quindi direi che la gente è veramente tanto arrabbiata e che qualcosa sta cambiando”, ha detto a Sky TG24 Corinne Vella, sorella di Daphne Caruana Galizia. “Riguardo a questo – ha continuato Corinne Vella – ho sentimenti contrastanti. Perché penso che tutto ciò sia una forma di ricompensa rispetto a quello che Daphne ha sempre scritto, perché tutto questo è dovuto al suo lavoro di esposizione della corruzione, e mi dispiace che lei stessa non sia qui, a vedere il risultato con i suoi stessi occhi”. 

Secondo Corinne Vella, “Malta non ha bisogno di offrire a Yorgen Fenech l’immunità per perseguire Keith Schembri. Quest’ultimo ha una lunga lista di reati finanziari compiuti per un lungo lasso di tempo, ognuno dei quali dovrebbe essere punito con lunghi anni di carcere. Mi riferisco all’aver ricevuto e dato mazzette, all’aver esercitato influenze, anche recentemente, all’aver ostacolato la giustizia”. Secondo la sorella della giornalista uccisa, inoltre, mentre si trovava in stato di fermo “ha sentito dolore al petto, si è fatto ricoverare e ha mandato pizzini a Fenech tramite il dottore, cerando di influenzare ciò che Fenech avrebbe potuto dire durante l’interrogatorio. Questa si chiama ostruzione alla giustizia. Quindi, prima ancora di una possibile incriminazione come complice di un omicidio, sicuramente Schembri dovrebbe essere giudicato come persona coinvolta in reati finanziari”, ha sostenuto Corinne Vella.