Non c’è più un buco in calendario per le giornate nazionali 

Chissà per quale motivo il deputato grillino Luciano Cantone ha ritirato, lo scorso novembre, la sua proposta di legge per l’istituzione della “giornata nazionale per la sensibilizzazione sugli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola in bicicletta”. Se la scelta di fare marcia indietro dovesse essere stata dettata dal timore di inflazionare il quadro delle solennità civili, forse Cantoni ignorava la moltitudine di ddl simili presentati dai colleghi di Camera e Senato. Con ogni probabilità, la coscienza di essere in ottima compagnia avrebbe azzerato ogni inibizione.

Dall’inizio della legislatura, infatti, nei due rami del Parlamento sono state presentate ben 19 proposte di legge per l’istituzione di altrettante giornate nazionali, con intitolazioni talvolta solide e meritorie, talvolta più “di nicchia”, per usare un eufemismo calzante, ad esempio, alla proposta di Cantone. Un diluvio di nuove giornate che, nel caso di un’approvazione generalizzata delle proposte in ballo (assi improbabile) porterebbe con sé un problema da non sottovalutare: l’incipiente penuria delle date ancora disponibili.

Perché attualmente, come indica l’apposita sezione del sito del governo curata dal cerimoniale, il nostro Paese celebra ben 28 tra solennità civili e giornate nazionali o internazionali, al netto ovviamente delle festività vere e proprie, sia civili che religiose. Celebrazioni che si concentrano in primavera e in autunno, creando un vero e proprio ingorgo tra febbraio e maggio e tra settembre e novembre, e lasciano spazi vuoti in estate. Che, a quanto pare, non vengono presi in considerazione: le nuove giornate nazionali andrebbero infatti a gravare sui mesi più “ingolfati”.

La parte più interessante di tutta la faccenda risiede però nel merito delle proposte, che si ripromettono di intitolare giornate nazionali agli argomenti più disparati. Del pdl Cantoni sulla giornata degli spostamenti in bicicletta si è già detto, ma non è certo meno degna di menzione la proposta del senatore centrista Antonio De Poli, che sta lavorando per istituire la “giornata nazionale del tifoso”, che cadrebbe il 29 maggio (data della tragedia dell’Heysel) e avrebbe valore di solennità civile.

Particolarmente attivo, su questo fronte, De Poli, dal quale arrivano anche le richieste di una giornata nazionale della sicurezza sul lavoro per il 19 settembre e di una giornata nazionale della famiglia per il 15 maggio. Nel caso della giornata della sicurezza sul lavoro, il rischio di ridondanza con la già istituita giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro (seconda domenica di ottobre) è più che concreto.

Decisamente circostanziata è la proposta del Dem Roger De Menech, che chiede di togliere il termine “incuria” dalla dicitura della vigente “giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall’incuria dell’uomo”, che si celebra il 9 ottobre, giorno del disastro del Vajont. Per De Menech la parola “incuria” sminuirebbe le vere e proprie colpe, se non il dolo dei responsabili di alcune tragedie evitabili. Per rimediare alla mancanza, è necessaria però una l’istituzione ex-novo di una nuova giornata, e quindi una proposta ad hoc.

Se si parla di ambiente, salta agli occhi, se non altro per la formula scelta, la proposta di istituire una “giornata nazionale contro il biocidio e le terre dei fuochi” lanciata dalla deputata di Leu Michela Rostan, che però potrebbe oggettivamente essere assorbita dalla citata giornata sui disastri ambientali, sia nella formula gradita che in quella sgradita a De Menech.

Suggestiva, quanto a formula, anche la proposta del senatore del partito democratico Mino Taricco, che l’8 marzo vorrebbe abbinare alla festa della donna la celebrazione della “giornata nazionale dell’attesa resiliente”, in onore di tutte le donne dei dispersi in guerra. Molto gettonato anche il settore cultural-popolare, che annovera la richiesta della senatrice leghista Maria Saponara di una “giornata della festa delle tradizioni e dell’identità delle comunità locali”, con la scelta della data delegata al governo, e quella della deputata Dem Susanna Cenni, che propone la “giornata nazionale della cultura del contadino”.

Al settore turistico guarda invece la proposta del deputato Pd Gianluca Benamati di una giornata nazionale delle terme d’Italia, la cui data dovrà essere individuata da una commissione ad hoc. Un campo però particolarmente prodigo di aspiranti solennità è quello della salute: dalle fila di M5s arriva la proposta dal senatore Raffaele Mautone, di istituire la “giornata nazionale per la promozione dell’allattamento al seno”, il 5 ottobre, mentre l’azzurra Elvira Savino chiede una giornata nazionale per la donazione del midollo osseo e delle cellule staminali che, con un po’ di buona volontà, potrebbe considerarsi inclusa nella giornata per la donazione del sangue o in quella per la donazione degli organi.

A distinguersi, in questo campo, è il presidente della commissione Sanità di Palazzo Madama, il grillino Pierpaolo Sileri, che ha presentato un ddl per l’istituzione della “giornata nazionale della salute dell’uomo” il 19 marzo, in concomitanza con la festa del papà, e uno per l’istituzione, il 12 aprile, della “giornata nazionale per l’aderenza alla terapia”. Che, stando all’articolato, sarebbe in soldoni una solenne ricorrenza per ricordare agli italiani di prendere le medicine che il medico ha loro prescritto.