Oggi l’Eurogruppo sul Mes. Lagarde chiede una “risposta di bilancio comune”

Per l’Europa “è fortemente desiderabile” una risposta di bilancio “comune e simmetrica”, che impedisca di lasciare che i singoli Paesi rispondano alla crisi determinata dal coronavirus, che potrebbe costare il 10% del Pil dell’Eurozona con emissioni di debito comprese fra 1.000 e 1.500 miliardi di euro. L’allarme arriva da Christine Lagarde, presidente della Bce, intervenuta al convegno sullo “Stato dell’Unione” dell’European University Institute di Firenze. La risposta comune auspicabile dell’Europa alla crisi, secondo Lagarde, deve essere “veloce, importante e simmetrica”. 

Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha proposto da parte sua un “Piano De Gasperi” per il rilancio dell’Europa post pandemia Covid-19. “Sicuramente vinceremo la battaglia ma dobbiamo anche riuscire a trasformare questa crisi in un’opportunità per un’Europa migliore e un mondo migliore dopo”, ha spiegato nel suo intervento allo Stato dell’Unione in versione virtuale. 

Niente ‘troika’ per l’accesso al Salva-Stati

Nessuna richiesta di aggiustamenti macroeconomici, niente sorveglianza rafforzata nè missioni ad hoc per verificare lo stato dei conti pubblici dei Paesi che chiederanno di attivare le linee di credito del Mes. Ma solo un monitoraggio da parte della Commissione che servirà a controllare che i finanziamenti siano destinati alle spese sanitarie dirette e indirette. Questo l’accordo che i ministri delle Finanze Ue sigleranno nella riunione dell’Eurogruppo in programma per oggi pomeriggio in videoconferenza, dando il via libera al primo pacchetto di misure economiche che dovrebbero entrare in vigore a giugno.

La conferma che l’attivazione del Fondo Salva Stati non avrà nessuna condizionalità salvo quella legata alle spese sanitarie e’ arrivata ieri direttamente dalla Commissione: i commissari europei, Valdis Dombrovskis e Paolo Gentiloni hanno inviato una lettera al presidente dell’Eurogruppo, Mario Centeno, per chiarire che Bruxelles non intende chiedere ai governi alcun tipo di controllo ulteriore sui conti o interventi per tagliare il debito. Insomma, lo spettro della Troika in stile Grecia sembra scongiurato.

L’attivazione delle linee di credito del Mes da parte dei paesi che ne faranno richiesta per fronteggiare la crisi legata al coronavirus non richiederà un controllo ulteriore da parte della Commissione europea, salvo la verifica standard legata al Semestre europeo, hanno chiarito Gentiloni Dombrovskis. Poiché le linee di credito saranno eventualmente attivate per far fronte alle spese sanitarie dirette e indirette legate alla pandemia, scrivono i due commissari, non sara’ richiesta una sorveglianza da parte della Commissione per eventuali aggiustamenti macroeconomici.

Oltre ai dettagli sul Mes i ministri delle Finanze della zona euro dovrebbero dare il via libera anche al piano anti-disoccupazione per 100 miliardi di euro con misure a sostegno di schemi tipo la Cassa integrazione in Italia, e alle misure a sostegno delle Pmi con liquidità da parte della Banca europea degli investimenti per 200 miliardi.