Per ora, solo 54 bambini verranno ricongiunti ai genitori che avevano varcato il confine Usa

L’amministrazione Trump ha mancato il primo obiettivo riguardante il ricongiungimento dei bambini separati dai propri genitori al confine tra Stati Uniti e Messico. Oggi sarebbe dovuto essere l’ultimo giorno di separazione per 102 piccoli, il primo termine per la riunione imposto da un tribunale di San Diego. Ma così non sarà, e circa la metà dei 102 bimbi di meno di 5 anni che erano stati allontanati dai genitori che tentavano di oltrepassare illegalmente il confine del sud degli States resteranno soli ancora per qualche tempo. Ad annunciarlo, il dipartimento della Giustizia statunitense al giudice di San Diego Dana Sabraw. Di fronte a chi aveva ordinato lo stop alle separazioni forzate al confine, l’amministrazione Trump ha ammesso che finora soltanto due piccoli sono stati ricongiunti ai genitori e che, dei restanti cento, sarebbero state completate le procedure soltanto per altri 54 entro la scadenza fissata per le 22 del 10 luglio. Tradotto, significa 46 resteranno ancora lontani da mamma e papà.

L’American Civil Liberties Union (Aclu), una ong americana che si occupa di diritti umani, accusa il governo americano di perdere tempo per un processo “insensato”. “Questi bimbi hanno già sofferto abbastanza – le parole di Lee Gelernt, l’avvocato della ong, al Guardian – e ogni giorno in più che passa aggiunge soltanto dolore”.

Test del dna per il riconoscimento dei bimbi

Non solo tempi lunghi per il ricongiungimento. Il sito d’informazione Usa Today spiega che per il riconoscimento dei bambini, tutti di età inferiore a 5 anni, il governo sta utilizzando il test del dna. Una pratica “inusuale ma non senza precedenti”, che tuttavia alimenta dubbi sull’utilizzo che potrà essere fatto in futuro di queste informazioni genetiche. In attesa di poter riabbracciare i genitori sono poco più di duemila bimbi, le vittime della politica di tolleranza zero in tema d’immigrazione imposta dal presidente Donald Trump. Per i ragazzi più grandi la deadline è il 26 luglio.

Mentre su Twitter continuano a diffondersi gli hashtag #FamiliesBelongTogether e #EndFamiliyDetention contro la politica americana, dalla storia di Mirian, una migrante di origine honduregna separata dalla figlia lo scorso febbraio, è nato anche un video a cui hanno partecipato diverse star americane. A volerlo fortemente è stata l’attrice Maggie Gyllenhall, che ha coinvolto colleghi come Ryan Reynolds, Jamie Lee Curtis, Jeff Bridges, Chadwick Boseman e Method Man, che hanno prestato il volto e la voce per leggere la deposizione resa da Mirian al tribunale texano che la interrogò lo scorso 6 aprile. Come riporta il New York Times, la giovane madre si è vista sottrarre il figlio di 18 mesi lo scorso febbraio al confine texano. “Mi hanno detto che avrebbero portato lui in un luogo e me in un altro, e non mi hanno dato spiegazioni”. Ora, per lei e per altri genitori disperati, qualche notizia in più è arrivata: ma il momento di riabbracciare i figli ancora no.