Punti di forza e di debolezza delle tre città italiane che vogliono i Giochi invernali

Tre città che sognano. Cortina d’Ampezzo, Milano e Torino, stanno vivendo il grande sogno di concorrere per ospitare i Giochi olimpici invernali del 2026. Tra qualche settimana, però, la corsa verso l’assegnazione spetterà solo ad una. Confermato l’appoggio del Governo con il Sottosegretario Giancarlo Giorgetti che ha demandato la scelta al Comitato Olimpico Nazionale Italiano affermando che “dovranno essere rispettate determinate condizioni di buon senso, ovvero in termini economici e di sostenibilità ambientale”, domani i vertici dello sport italiano guidati dal presidente del Coni Giovanni Malagò decideranno il percorso da seguire.

Nessuna decisione, nessuna scelta affrettata ma una precisa road map per arrivare a quella che sarà la città da presentare ad ottobre al Comitato Olimpico Internazionale. I corposi studi di fattibilità prodotti da Cortina, Milano e Torino relativi alla candidatura dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali 2026 meriterebbero tutti, almeno per l’impegno profuso, di essere scelti. Ovviamente il Coni dovrà proporre al CIO una sola località.

Ognuna delle tre città ha punti di forza ed aspetti deboli. Milano afferma di essere favorita perchè ha un progetto proiettato al futuro (questo aspetto piace molto al Cio) e perchè non è mai stata “olimpica”. Cortina, sede olimpica nel 1956, annovera la storia, la tradizione degli sport invernali, l’ambiente prettamente di montagna. Torino rilancia l’edizione del 2006 facendo leva sugli impianti quasi tutti già pronti e quindi a costi contenuti.

Milano

Sull’ambizioso dossier presentato da Milano si leggono diversi aspetti interessanti. Medals Plaza, quella dove si svolgono le cerimonie di premiazione, sarà in piazza Duomo mentre le cerimonie di apertura e chiusura allo stadio di San Siro. Coinvolgimento della Valtellina per gli sport della neve e anche di Sankt Moritz in Svizzera. Quest’ultimo potrebbe essere un punto inizialmente a sfavore perchè i Giochi emigrerebbero all’estero ma l’Agenda 2020 consente questa opzione e quindi potrebbe essere anche ben vista dal Cio. La zona tra Castello Sforzesco e Parco Sempione sarà dedicata ai tifosi.

A Milano verrebbe costruito nel quartiere Santa Giulia-Rogoredo un nuovo palazzetto da 18mila spettatori che ospiterà il pattinaggio velocità. Al Forum di Assago, previo rinnovamento, si svolgeranno le competizioni di pattinaggio di figura e short track. Le partite di hockey (maschili e femminili) si disputeranno al Palasharp e in una struttura temporanea che verrà ricavata all’interno della Fiera. La sede del curling sarà al nuovo Palalido. La posizione del Villaggio Olimpico da 1.800 persone è stata individuata nella zona dello scalo ferroviario dismesso di Porta Romana. Un secondo Villaggio sarebbe creato a Sondalo in Valtellina.

L’edificio individuato è l’ex ospedale Morelli che servirà atleti, allenatori e dirigenti dello sci alpino ma anche di snowboard e freestyle che gareggeranno tra Santa Caterina e Livigno. La Valtellina potrebbe, ma per il momento è solo un’ipotesi, venire servita con un collegamento ferroviario veloce. Il terzo Villaggio troverebbe spazio a Sankt Moritz per accogliere le squadre di slittino, bob, skeleton e delle discipline nordiche. 

Torino

Il capoluogo del Piemonte punta sulla sostenibilità e sull’eredità dei Giochi del 2006. Torino punta sui costi-benefici, sul masterplan compatto, sul budget contenuto, sulla vicinanza dei siti (distanza massima 110 km e 85 minuti di percorrenza) e su un’Olimpiade emozionante ed innovativa. Nel suo pre-dossier figurano gli eventi organizzati in questi anni tra le “Montagne Olimpiche”, dalle Universiadi del 2007 alle tante prove di Coppa del mondo passando dai tanti eventi di pattinaggio di figura. Medals Plaza in piazza Vittorio Veneto, il centro stampa a Lingotto Fiere.

Il Villaggio degli atleti di Torino città è stato individuato all’interno dell’ex area industriale Thyssenkrupp. Gli altri Villaggi olimpici sorgerebbero a Bardonecchia e a Sestriere, mentre diversi quelli riservati ai media. Per quanto concerne l’aspetto sportivo tra i grandi poli, Torino, Sestriere e Pragelato. Ai piedi della Mole si svolgerebbero pattinaggio velocità (Oval), pattinaggio figura (Palavela) e hockey su ghiaccio tra il PalaAlpitour ed il Tazzoli. A Cesana Torinese verrebbe ripristinato il budello ghiacciato utilizzato per il 2006 dove si svolgeranno le gare di bob, slittino e skeleton, a Torre Pellice/Pinerolo le prove di curling, a Pragelato le competizioni di sci nordico, biathlon e cross country. A Sestriere si svolgeranno le gare di sci alpino e a Sauze d’Oulx Sportinia quelle di freestyle e snowboard.

Cortina d’Ampezzo

La candidatura “Cortina – Dolomiti” punta su un’Olimpiade low cost con il 70 % degli impianti già esistente, in un territorio Patrimonio dell’umanità Unesco, e con il coinvolgimento delle province di Bolzano e Trento. La “Perla delle Dolomiti” ospiterebbe tutte le gare di sci alpino sfruttando le piste già esistenti e quelle che saranno realizzate in vista dei Mondiali del febbraio 2021. Per la discesa libera maschile olimpica è stata individuata la pista “Vertigine” che attualmente è in fase di costruzione, per quella femminile l’Olimpia, sempre sulle Tofane. Bob, slittino e skeleton si svolgerebbero sulla storia pista intitolata al “Rosso Volante” (Eugenio Monti) inutilizzata dal gennaio 2008. Il tracciato di Ronco ed è lungo 1700 metri e necessiterebbe un adeguamento rispetto alle norme vigenti.

Snowboard e freestyle si svolgeranno al Faloria mentre allo stadio Olimpico in città si svolgerebbero gli incontri di curling. Il trampolino in località Zuel verrebbe definitivamente dismesso e le gare di sci nordico, combinata nordica e salto “emigrerebbero” tra Cavalese e Predazzo in Val di Fiemme (Trentino). Restando alla provincia di Trento, il pattinaggio velocità troverebbe sede nel suo habitat naturale, a Miola di Pinè ma serve la costruzione della copertura che porterà inevitabilmente ad un incremento di costi. In Alto Adige si disputerebbero, a Bolzano i tornei di hockey al già esiste Palaonda e all’Ice Arena Bz (da costruire), a Merano si svolgerebbero in una struttura temporanea da ricavare all’interno dell’ippodromo pattinaggio figura e short track. Le gare di biathlon troverebbero “casa” ad Anterselva in Val Pusteria. 

Le avversarie 

Da ottobre inizierà la fase della candidatura vera e propria che si concluderà il 10 settembre del 2019 con la votazione durante la Sessione del Cio che si terrà a Milano. Dopo il ritiro un pò clamoroso di Graz su decisione del Comitato olimpico austriaco, attualmente le avversarie della località italiana da designare sono il Canada con Calgary, la Svezia con Stoccolma, il Giappone con Sapporo e la Turchia con Erzurum. Va detto che Calgary e Sapporo sono già state olimpiche rispettivamente nel 1988 e 1972, Stoccolma potrebbe venire penalizzata perchè sceglierebbe l’impianto per bob, slittino e skeleton quello di Sigulda in Lettonia (serve una scomoda spola con l’aereo), ed Erzurum potrebbe pagare la vicinanza con alcune zone caldo del Medio Oriente.