Quota 100 sta diventando un serio problema per il governo giallorosso 

Il governo prende ancora 24 ore per sciogliere i nodi sul documento programmatico di bilancio che deve essere presentato all’Ue entro domani sera a mezzanotte. A far slittare il Consiglio dei ministri risolutivo sarebbe il braccio di ferro fra il Movimento 5 stelle e Italia viva su Quota 100. Luigi Di Maio vuole tenere la misura, mentre Matteo Renzi preme per superarla a favore di una riduzione delle tasse.

A guardare con preoccupazione a quanto sta avvenendo è il Partito democratico. I dem, infatti, temono che nella ricerca spasmodica di coperture per l’una e per l’altra misura, si finisca per penalizzare la loro proposta-bandiera: l’aumento degli stipendi per i lavoratori attraverso il taglio del cuneo fiscale. E a dare la misura di quanto la tensione sia alta, anche il vertice convocato all’ultima ora utile per preparare la strada all’ok definitivo al documento viene sconvocato.

La lettura che danno i dem è un atto d’accusa ai pentastellati: “Il Movimento 5 Stelle ha fatto saltare il vertice di maggioranza questa sera”, viene riferito da fonti ministeriali. Nel Pd sono infastiditi per quella che definiscono “la solita tecnica di far saltare gli incontri, che dovrebbero servire a risolvere i problemi, per alzare invece il prezzo”.

Il Pd, viene spiegato ancora, è disponibile a evitare le finestre di Quota 100 purché si trovino risorse alternative che non possono essere a carico della riduzione delle tasse ai lavoratori dipendenti (il taglio al cuneo fiscale). Ma ad agitare gli animi è soprattutto Matteo Renzi che, intorno all’ora di pranzo, scrive nella sua newsletter settimanale: “Quota 100 è pensato solo per chi ha già diritti”, e aggiunge: “Togliere quella misura per destinare i soldi alle famiglie e allo stipendio dei lavoratori sarebbe giusto. E molto utile. Via quota 100, più risorse ai figli e ai salari”, insiste l’ex premier.

E a dare maggior forza alla posizione di Renzi sono le ministre di Italia viva, Teresa Bellanova e Elena Bonetti. La prima segnala che Quota 100 “discrimina i lavoratori e toglie risorse a migliaia di giovani e famiglie”. La seconda fa sapere che al prossimo Consiglio dei ministri ribadirà che le famiglie devono essere la priorità del governo. Il tutto contro la linea che sta tenendo fino a questo momento Luigi Di Maio, cioè mantenere la norma e non passare per una Fornero di ritorno, creando nuovi esodati.

“L’esecutivo non potrebbe mai sostenere un aumento delle tasse e men che meno un altro colpo ai pensionati con l’abrogazione di Quota 100”, sottolinea Di Maio in una nota: “Non è neanche immaginabile mettere i pensionati contro i lavoratori, sostenendo che bisognerebbe creare esodati per ridurre il cuneo fiscale. Abbiamo la responsabilità di unire il paese e non di dividerlo. Da questi principi, sono certo che troveremo una quadra con il Pd”.

Il Pd, tuttavia, è il primo ad essere preoccupato dallo scenario: oggi a Palazzo Chigi Dario Franceschini ha riunito la squadra di governo dem. Da quella riunione è arrivato l’altolà a quelle che fonti ministeriali Pd definiscono ‘fake news’. Ovvero, la voce che è cominciata a circolare secondo cui anche il Pd sarebbe per l’abrogazione di Quota 100.

Niente affatto, spiegano i dem, non abbiamo “mai proposto l’abrogazione di Quota 100 ma semplicemente detto che alcune finestre di rinvio possono servire per evitare l’aumento dell’Iva”. La bussola di Nicola Zingaretti rimane l’aumento degli stipendi attraverso il taglio del cuneo fiscale per i dipendenti.

Una posizione che il capo delegazione dem, Dario Franceschini, ha rafforzato in serata, proprio mentre si consumava la ‘lite’ fra renziani e M5s. “Per noi è irrinunciabile l’aumento degli stipendi grazie alla riduzione delle tasse. Poi niente aumento Iva, eliminazione superticket, asili nido gratuiti, fondo famiglie, piano casa, lotta all’evasione, più investimenti dei comuni, green economy. Le idee Pd sono nella legge di bilancio”, scrive Franceschini in un post che il segretario fa subito suo.

Il presidente del Consiglio, pur ribadendo il clima di collaborazione che sta improntando il lavoro del governo, fa sapere in mattinata che il Cdm potrebbe slittare, cosa che accade in serata. E derubrica a “qualche piccolo dettaglio” il braccio di ferro su Quota 100: “Ci stiamo lavorando e, se si risolve qualche piccolo dettaglio, andremo in Consiglio dei ministri stasera altrimenti il termine è domani. Stiamo lavorando sui dettagli”, dice Conte ad Avellino, dove è in visita ad alcune realtà produttive della provincia.

Il premier ci tiene, comunque, a sottolineare come “pensare che questa manovra sia la sommatoria di premure verso una forza politica o un’altra è sbagliato. Questo governo ha un progetto politico unitario che parla all’intero Paese non parliamo per blocchi sociali, non ne accontentiamo uno invece di un altro. Questa manovra è nell’interesse di tutti”.