Raid per uccidere il leader della Jihad Islamica a Gaza al-Jabari

AGI – Dopo giorni di alta tensione, Israele è passato all’azione: è stata lanciata l’operazione ‘Breaking Dawn’ contro la Jihad Islamica nella Striscia di Gaza. I caccia hanno bombardato diversi obiettivi nell’enclave palestinese, uccidendo Tayseer al-Jabari, comandante della Pji nel nord della Striscia.

Da giorni la tensione era altissima per il timore di un’escalation dopo l’arresto a Jenin del comandante della Pji in Cisgiordania Bassam al-Saadi. Per precauzione da martedì Israele aveva chiuso le strade intorno all’enclave palestinese e imposto limiti agli spostamenti. Poi ha scelto di colpire: per lo Stato ebraico, al-Jabari ricopriva “posizioni di rilievo nell’organizzazione” ed “era incaricato del coordinamento con Hamas”; inoltre si ritiene stesse “portando avanti piani per attacchi con missili guidati anticarro contro cittadini e soldati israeliani negli ultimi giorni” lungo il confine di Gaza.

Oltre a lui, ha riferito il ministero della Salute di Hamas, sono morte finora almeno altre 7 persone, tra cui una bimba di cinque anni, e oltre 40 sono rimaste ferite. Da Teheran, dove si trova in visita, il segretario generale della Jihad Islamica, Ziad al-Nakhala, ha assicurato vendetta: “Prometto ai palestinesi che Tel Aviv sarà colpita dai missili della resistenza”. “Questo è un giorno destinato alla vittoria e il nemico deve capire che sara’ una guerra senza resa. I combattenti della resistenza devono stare uniti, non abbiamo linee rosse”. “Andiamo in battaglia, non ci sono cessate il fuoco dopo un attacco”, ha aggiunto al-Nakhala, per concludere con un appello all’unità, sottolineando che “questo è un test per tutti i gruppi della resistenza”.

 

We just targeted a senior commander of the Palestinian Islamic Jihad terrorist group in Gaza. Tayseer Jabari was responsible for multiple terrorist attacks against Israeli civilians.

The IDF will continue to defend Israel against the threat of terrorism. pic.twitter.com/rhxuw2ZmYs

— Israel Defense Forces (@IDF)
August 5, 2022

 

Hamas, che governa la Striscia ed è il gruppo di gran lunga maggioritario rispetto a Pij, ha espresso le condoglianze per la morte di al-Jabari e degli altri miliziani: “Il sangue del nostro popolo e della resistenza non vengono versati invano”, ha assicurato il Movimento islamico. Da Ramallah si è fatto sentire anche il presidente dell’Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen, che ha condannato l’aggressione israeliana contro Gaza, ritenendo lo Stato ebraico responsabile per questa escalation pericolosa, e ha esortato la comunità internazionale a fare pressioni perché vi metta fine.

Le autorità israeliane hanno schierato nel centro del Paese batterie aggiuntive del sistema difensivo anti-missilistico Iron Dome per timore del lancio di razzi dalla Striscia, hanno richiamato 25 mila riservisti, spostato brigate d’elite – come la Golani – sul confine con Gaza e vigili del fuoco nelle comunità meridionali, mentre Tel Aviv è pronta ad aprire i rifugi. “Istruzioni speciali” sono entrate in vigore in un raggio di 80 chilometri dall’enclave palestinese ed è stata deviata a Nord la rotta degli aerei in arrivo e partenza dall’aeroporto Ben Gurion.

Secondo la stampa, Israele ha fatto sapere all’Egitto – da giorni impegnato in un’opera di mediazione per evitare l’escalation dopo l’arresto di al-Saadi – di puntare a un’operazione militare limitata e incentrata su Pji, come quella che nel novembre 2019 portò all’uccisione di Baha Abu al-Ata, predecessore di al-Jabari, seguita da tre giorni di violenze.

“Il governo israeliano non permetterà alle organizzazioni terroristiche di definire l’agenda nelle città vicino alla Striscia di Gaza e minacciare i cittadini”, hanno sottolineato in una nota congiunta il premier Yair Lapid e il ministro della Difesa Benny Gantz. La Difesa si attende il lancio di missili dall’enclave palestinese e l’operazione, ha avvertito un alto esponente, “richiederà del tempo”.