Sfilata di giovani talenti all’Unione Musicale. Ecco a voi i concerti della serie YOUNG

«I giovani sono la spina dorsale della nostra attività, un patrimonio da mettere a frutto». Sono queste le parole di Giorgio Pugliaro – direttore artistico dell’Unione Musicale – destinate ai talenti dell’oggi e del domani, pronunciate in conferenza stampa per l’apertura della stagione 2020-2021 dell’Unione Musicale. Parole di speranza, in un anno carico di stravolgimenti per le istituzioni dell’arte. Per la serie YOUNG, dodici artisti brillanti alterneranno repertori che spaziano dal classicismo di Haydn a Rosenblatt, atti a soddisfare le sensibilità musicali più disparate.

Fatto unico di questa stagione: tutti i concerti della serie verranno eseguiti due volte nel corso della stessa giornata, sempre alle 17 e alle 20 al Teatro Vittoria. Ottima soluzione, questa, per diversificare gli accessi, godersi il concerto in totale sicurezza e disporre di più occasioni per assistere alle performance.

Per gli amanti delle spettacolarità virtuosistiche sarà d’obbligo il primo concerto di martedì 20 ottobre, con Indro Borreani al violino e Francesco Mazzonetto al pianoforte, entrambi formatisi nei conservatori piemontesi. Il primo, erede delle tecniche dei suoi maestri Uto Ughi e Dejan Bogdanovitch, si presenta regolarmente in qualità di solista per l’orchestra Giovani Talenti Italiani; il secondo vanta la vittoria di numerosi concorsi in Italia e all’estero assieme alle produzioni internazionali, di cui ricordiamo in particolare l’esperienza oltreoceano alla Steinway Hall di New York e l’incisione per Sony dell’acclamato album Italian piano works. L’apertura con la Sonata in mi minore K. 304 di Mozart rappresenta fin da subito il taglio acceso e allo stesso tempo drammatico di questo concerto. Momenti sereni e sognanti si alternano a contrazioni disperate, svelando sotto il modello di una composizione per l’intrattenimento (specie il minuetto del secondo tempo) una lotta profonda ed esasperata. Questa appassionata dialettica pervade l’intero concerto e si polarizza nel dialogo fra violino e pianoforte. Prende parola il sogno nel virtuosismo violinistico delle variazioni di Paganini sul tema «Dal tuo stellato soglio» dal Mosè di Rossini, la cui melodia è esaltata dalla più morbida delle quattro corde dello strumento, la quarta, su cui è costruita l’acrobazia di armonici; seguono una selezione dagli intramontabili Capricci. Controbatte al pianoforte il beffardo e satanico Mephistowalzer di Liszt. Infine i due solisti si riuniscono nell’esecuzione della Sonata in la minore op. 105 di Schumann, giocata nella tensione tra spirito romantico e rigore nelle forme.

Di atmosfere sognanti, spesso virtuosistiche, contrapposte alle tensioni violente e persino guerriere ci parlano anche altri concerti della serie YOUNG. Nel programma di sabato 31 ottobre, con Erica Piccotti al violoncello e Leonardo Pierdomenico al pianoforte, attira il nome di quell’“ignoto iconoclasta francesizzante” come prende a definirsi all’esordio della sua carriera Mario Castelnuovo-Tedesco. Con I nottambuli op. 47 l’italiano si prende cura delle atmosfere notturne come un mistico, a cavallo fra i francesi e il contrappunto rigoroso assorbito dal suo maestro Pizzetti.

A precipitare nella tensione drammatica è invece Funérailles da Harmonies poétiques et religieuse, brano legato alla fallita rivoluzione ungherese del 1849, che avremo occasione di ascoltare con Alexander Gadjiev nel recital interamente dedicato a Liszt di martedì 10 Novembre.

Con il violino di Francesca Bonaita e il pianoforte di Gloria Cianchetta, in formazione già collaudata, sabato 21 novembre potremo esplorare le paradossali fusioni novecentesche fra sogno e tensione, come i Cinque canti senza parole op. 35 bis di Prokof’ev e la Carmen fantasy di Rosenblatt.

Infine, dopo la parentesi di bellezza “apollinea” proposta dal Trio Chagall con musiche di Haydn e Schubert, chiudono la serie YOUNG Chiara Burattini al violoncello e Maddalena Giacopuzzi al pianoforte. Nel repertorio spicca la Serenata in sol minore op. 34 di Busoni, il cui ritmo ricorrente di barcarola e i tintinnii del registro acuto celano, silenzioso, il volto di Morfeo.

Elia Colombotto