Sulla via Emilia sibila la moto elettrica made in Italy

Energica Motor Company è nata in quel pezzo di terra, lungo la via Emilia, dove i motori sono di casa. Ma anziché puntare su miscele e rombo, ha scelto l’elettrico e il suo “sibilo”. Oggi è il fornitore unico della MotoE, il motomondiale dell’energia pulita.

“All’inizio è stato difficile”, spiega all’AGI la ceo Livia Cevolini. “Il dubbio principale era legato alla prestazione. C’è stato uno scetticismo generale di clienti, industria, mercato e mondo delle corse”. Ma “si sta riducendo, soprattutto in seguito alla dimostrazione da parte dei veicoli elettrici delle prestazioni all’altezza”. Il modello Energica Ego passa da 0 a 100 km/h in 3 secondi e raggiunge una velocità massima di 240 km/h”.

La paura del nuovo

A tirare il freno c’è stato anche altro: “La paura del nuovo è uno dei motivi per cui viene rallentata l’adozione delle innovazioni”.

Energica nasce come costola del Gruppo Crp di Modena, centro specializzato in componentistica per la F1.

“Nel 2009 – spiega Cevolini – abbiamo iniziato a pensare a un prodotto nostro, diverso, nel quale far confluire le nostre tecnologie, la nostra ricerca e sviluppo. Siamo stati sempre appassionati di moto quindi abbiamo scelto questa tipologia di veicolo anche per non entrare in diretta competizione con i nostri stessi clienti”. Quando si parla di motori, attorno alle prestazioni c’è anche una narrazione fatta di suoni e odori che nell’elettrico scompare.

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Ma gli appassionati possono comunque convertirsi: “Si convincono – spiega Cevolini – con le prestazioni e il divertimento di guida. E tutto questo nell’elettrico c’è eccome”.

“Il nostro pubblico è appassionato di moto ma anche di tecnologia. In particolare i nostri clienti non si accontentano di una bellissima moto ad elevate prestazioni, ma vogliono qualcosa di più, una moto per divertirsi, facile da guidare senza cambio e frizione, tecnologica e silenziosa”.

Non ci sarà il rombo, ma “è possibile apprezzare altri suoni come il vento o lo sfregamento del ginocchio a terra in curva”.