Tattoo, l’arte sulla pelle in mostra al MAO


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Artisti contemporanei, tatuatori e tatuati, opere e personaggi del passato si mescolano e dialogano in un percorso suggestivo. Tecnica nota sin dalla preistoria, nell’antichità il tatuaggio è visto come il marchio degli sconfitti o rievoca la ferocia dei barbari; quest’aura di ribrezzo e fascinazione viene evocata e ampliata nel Settecento, quando i navigatori europei entrano in contatto con i super-tatuati popoli del sud-est Asiatico e dell’Oceano Pacifico. La mostra presenta strumenti collegati al tatuaggio provenienti proprio dall’Asia e dall’Oceania, foto storiche scattate in Giappone nell’800 e immagini dei Maori della Nuova Zelanda. L’idea dell’irriducibile condizione selvaggia del tatuaggio fu ripresa dal celebre studioso Cesare Lombroso, che collegò la condizione dei criminali tatuati del mondo occidentale con quella dei cosiddetti primitivi: disegni e oggetti provenienti dal Museo di Antropologia Criminale e dal Museo di Anatomia di Torino costituiscono parte integrante dell’esposizione. Fra i tatuatori contemporanei sono state scelte immagini dei lavori di grandi professionisti, noti proprio per il ruolo cruciale che hanno sulla scena contemporanea e la diffusione della cultura del tatuaggio.

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