Trump ha cacciato anche il suo consigliere per la sicurezza nazionale

Ancora un licenziamento eccellente alla Casa Bianca, l’ennesimo. Sull’onda di una nuova divergenza di vedute sul modo di trattare con i Taliban l’accordo per il ritiro delle truppe Usa dall’Afghanistan, Donald Trump ha cacciato il consigliere per la Sicurezza nazionale John Bolton.

Decisione che colpisce, dato che Bolton è ritenuto un falco in politica estera. E ancora una volta l’annuncio è arrivato con un tweet: “Ieri sera ho informato John Bolton che i suoi servizi non sono più necessari alla Casa Bianca. Ero in forte disaccordo con molti dei suoi suggerimenti, così come altri nell’amministrazione, e quindi ho chiesto a John le sue dimissioni, che mi sono state presentate stamattina”, ha scritto il capo della Casa Bianca.

….I asked John for his resignation, which was given to me this morning. I thank John very much for his service. I will be naming a new National Security Advisor next week.

— Donald J. Trump (@realDonaldTrump)
September 10, 2019

“Ringrazio molto John per il suo servizio. La prossima settimana nominerò un nuovo consigliere per la sicurezza nazionale”. A sostituire Bolton, con nomina “ad interim” sarà per ora il vice, Charles Kupperman – già consigliere di Ronald Reagan – almeno fino alla nomina di un sostituto permanente.

Che il clima alla Casa Bianca non fosse dei migliore è intuibile anche dal commento di Mike Pompeo: “Eravamo spesso chiaramente in disaccordo su molte cose”, ha detto il segretario di Stato Usa, senza troppi complimenti. Peraltro, al tweet con cui Trump ha fatto sapere di averlo licenziato, l’ex consigliere ha replicato dicendo che aveva già offerto nella sera di lunedì le proprio dimissioni al presidente. Trump gli aveva detto che ne avrebbero parlato martedì mattina. Ma, come riporta la Cnn, la decisione era già stata presa, e lo stesso consiglio per la Sicurezza e la Casa Bianca sono stati informati via Twitter.

I offered to resign last night and President Trump said, “Let’s talk about it tomorrow.”

— John Bolton (@AmbJohnBolton)
September 10, 2019

Secondo quanto riportano i media Usa, in lizza per il posto ci sarebbero Robert O’Brien, inviato del presidente americano per la gestione degli ostaggi, e Brian Hook, alto consigliere del segretario di Stato Mike Pompeo.

La questione “talibani” (ma non solo)

Con Bolton diventano tredici i consiglieri che in poco piu’ di due anni hanno lasciato la Casa Bianca. I rapporti tra il consigliere l’ex tycoon erano in crisi da tempo. La settimana scorsa la Cnn, citando fonti interne alla Casa Bianca, aveva riportato di tensioni alle stelle tra i membri dell’amministrazione, con una frattura netta tra il Consiglio sulla sicurezza nazionale, guidato da Bolton, e il resto dei funzionari.

Secondo questa ricostruzione, Trump si sarebbe molto irritato per la fuga di notizie relativa alle critiche di Bolton per la la decisione di ospitare i leader Taliban a Camp David per chiudere un accordo. A detta del consigliere per la sicurezza, il Presidente avrebbe potuto mantenere la promessa di ritirare le truppe dall’Afganistan senza “familiarizzare troppo” con un’organizzazione che resta responsabile della morte di migliaia di americani negli ultimi diciotto anni. Il vertice segreto a Camp David era stato poi cancellato dallo stesso Trump sabato.

Bolton, terzo consigliere per la Sicurezza dell’era Trump, era stato chiamato alla Casa Bianca nella primavera del 2018, quando il presidente cercava un alleato per contrastare l’Iran e uscire dall’accordo sul nucleare firmato da Obama. Già all’epoca molti consiglieri vicini al presidente gli avrebbero suggerito di scegliere qualcuno ancora più allineato sulle sue posizioni. Bolton era entrato in conflitto con Trump quasi subito, prima sulla gestione dei rapporti con la Corea del Nord, poi per le prese di posizione sulla crisi in Venezuela e di recente per le relazioni con l’Afganistan.

Fonti interne alla Casa Bianca hanno aggiunto che Trump ha via via perso la fiducia in Bolton, considerandolo sempre meno un alleato nella politica estera e addirittura una minaccia per la propria credibilità. Il presidente lo avrebbe ritenuto anche troppo tiepido nel difendere le posizioni dell’amministrazione durante gli incontri con la stampa: segno, secondo fonti vicine alla presidenza, che non era più convinto delle mosse del presidente.

Mentre le ricostruzioni fatte alla Cnn descrivono i funzionari alla disperata ricerca di aggiornamenti dai tweet del presidente, il senatore repubblicano dello Utah Mitt Romney ha detto ai cronisti di essere “molto dispiaciuto” di quello che è successo e di considerare il licenziamento di Bolton “una grave perdita per l’amministrazione Trump e per tutto il Paese”.

Questo mentre Rand Paul, senatore repubblicano del Kentucky, ha commentato che “adesso le possibilità di una guerra mondiale sono molto ridotte. Bolton – ha proseguito Paul – ha l’ingenua convinzione che dovremmo ricreare il mondo a nostra immagine rovesciando i governi fino a che in qualche modo non arrivi la democrazia”.